Il 2017 è l’anno di svolta della Formula 1: cambio di proprietà – addio
a Bernie Ecclestone, spazio a Liberty Media – e cambio di regolamenti, con
quest’ultimi che hanno portato le vetture del Circus ad abbellirsi, con un
design accattivante e approvato da tutti gli addetti ai lavori, appassionati
compresi; ma non è che lo sono perché abituati a un periodo di “bruttezza”?
In questi ultimi anni sono nate molte pagine riguardanti il calcio
degli anni che furono – un esempio su tutti è “Serie A – Operazione Nostalgia” –
e non manca un esempio formulistico italiano, rappresentato da “Il Pilota
Nostalgico”; All’interno della pagina vengono pubblicate foto o video del
periodo degli anni ’90 e dei primi anni del nuovo millennio, quando la Formula 1
viveva un periodo vivo e pieno di passione. La crescita della pagina è sempre
più in aumento col passare del tempo e fra poco sorpasserà la soglia dei
100.000 “mi piace”: questo non indica che le persone rimpiangono il passato?
Con il passare del tempo il campionato ha perso molto appeal, così come
le vetture che hanno visto la comparsa delle “ali giganti” e delle pinne nel
2009, lo scalino nel 2012 e dei “peni” nel 2014; tanti sono stati i “meme” e le
parodie al riguardo.
A parer mio, se oggi vediamo queste nuove monoposto con ammirazione la
colpa è solo a questi anni trascorsi a vedere degli obbrobri correre nelle
piste del calendario; inoltre, le vecchie monoposto son ben più belle
visivamente per pochi – ma importanti – elementi. Andrò ad elencarvi cosa è
andato perso nel tempo:
- Ala
anteriore: comparse sul finire
degli anni ’60, l’ala anteriore ha un ruolo fondamentale nella stabilità e nell’aderenza
di una vettura; è un elemento semplice che, fino ai primi anni 2000, si presentava
come una lamiera dritta, larga meno delle gomme e con degli elementi verticali
laterali. Tra il 2001 e il 2008 si è via via complicata e curvata, accumulando
tanti (ma troppi) elementi, perdendo poi la sua natura col cambio di
regolamenti che l’hanno portata ad essere larga quanto la vettura, facendo
storcere troppo il naso.
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Ala anteriore della Ferrari F2000 del 2000. Notasi la semplicità della sua composizione. |
- Musetto:
sono la punta della vettura
che, stranamente, si è sempre più allargata, alzandosi dal basso e provocando
proprio lo “scalino” e successivamente i “peni”; attualmente quest’ultimi sono
rimasti, ma quant’erano belle una volta?
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Il caratteristico musetto della Jordan con lo squalo, qui nella EJ10 del 2000. |
- Passo
della vettura: quanto sono
lunghe le nuove Formula 1? Sicuramente più di quelle dello scorso anni. Troppo
a parer mio per una monoposto, che preferisco più compatta. Piccole e veloci
erano quelle della scorsa decade, più leggere rispetto a quelle attuali.
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La McLaren MP4/15 vista di profilo; notare il suo passo corto e compatto rispetto alle vetture attuali. |
- Cofano
motore: una copertura a
piramide su base triangolare; niente di più semplice direte voi, eppure i team
hanno voluto introdurre le pinne – inguardabili.
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La Jaguar R2 vista dal posteriore. |
- Ala
posteriore: altro elemento
portante per l’aerodinamica, non ha visto molti cambiamenti nel corso degli
anni se non per un dettaglio: la riduzione della sua larghezza, poi fortunatamente
allargata quest’anno.
- Livrea: non è uno scandalo se la Force
India ha scelto il colore rosa, in una Formula 1 che propone delle livree
banali e che rendono le vetture tutte simili. Un tocco di classe è stata la
Renault lo scorso anno col suo “total yellow” o la McLaren quest’anno con l’arancio,
ma molte arricchiscono la colorazione con elementi pressoché inutili. Quanto
era bella la Benetton completamente azzurra? O la stessa McLaren bianca-nera e
una punta rossa?
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La semplice ma bellissima livrea della Stewart SF01. |
A conclusione di tutto, il semplice affascina così come il passato e la Formula 1 procede verso il futuro, migliorando sotto il punto di vista estetico ma non tenendo d'occhio cosa è avvenuto in passato. Il Circus è sì bello, ma non quanto si possa credere.